Gestione Ordini: LODI SPINO

verbale gruppo tessile

Come sapete, domenica 13 novembre 2011 il Gruppo Tessile ha organizzato una esposizione-vendita di articoli di abbigliamento nel biomercato di Soncino.

A differenza della precedente edizione di maggio, non ci sono state tavole rotonde o dibattiti e siamo stati accomunati con il mercato alimentare.
presenti: Zoe, Piera la magliaia, Laura filatrice, la coop.REA del consorzio della pecora brianzola, la lana del piccolo allevamento di Alessandro Bignamini in Toscana,la bottega di comm.equo di Crema  la Siembra, l'Origine abbigliamento per adulti, Medea con abbigliamento in lana boliviana per i bambini, Astorflex, ed infine il nostro banchetto dei GAS con il campionario di Made in No ed Emme3; Paola del GaSpino propone anche un laboratorio di tintura con erbe spontanee.
Durante la manifestazione si sono intrecciate le conoscenze  e le opportunità di fare rete anche tra gli stessi espositori .
Ma vera protagonista è stata la lana: durante la fase di allestimento abbiamo cercato di conoscere meglio il percorso che essa compie a partire dagli allevamenti di capre e pecore in varie località, con metodi intensivi o in piccoli greggi. Abbiamo riscontrato che anche in Italia sta riprendendo quota la lana delle pecore nazionali, ciascuna con caratteristiche diverse che la rendono adatta a differenti soluzioni d'uso.
E, ancora una volta, secondo il metodo che conosciamo, tentiamo di risalire dal maglione alla storia che lo ha portato fino alla nostra pelle.

Abbiamo predisposto una scheda sulle fibre utilizzate per capi invernali e potete trovarla sul sito da lunedì prossimo.

La ricerca ed il confronto all'interno del gruppo tessile e con alcuni produttori ci porta a ritenere che il percorso intrapreso sia decisivo quanto quello sul cibo:
come per il cibo ,o anche di più, l'impatto ambientale dell'abbigliamento convenzionale è altissimo, le condizioni dei lavoratori tra le peggiori, i km percorsi centinaia di migliaia.
Come parliamo di diritto al cibo, possiamo dire che vi è un diritto a vestirsi in modo meno traumatico?
Due aziende,  Made in No  ed Emme3  che  si stanno impegnando per offrire prodotti in cotone bio, con una filiera etica e si trovano ad un punto in cui, pur avendo intravisto traguardi interessanti, non riescono a raggiungere quel volume di vendite che garantisca loro la soglia della sostenibilità; lo stesso problema lo sta segnalando Astorflex.
Allora poniamo una seconda domanda: quanto i gaS desiderano impegnarsi realmente perchè i tentativi divengano reali opportunità per un numero sempre maggiore di persone?

il Gruppo Tessile di Crema,Lodi, Spino

 

Cancella impostazioni Blocchi