incontro gaS Lodigiano martedì 4 ottobre ore 21 casa della Gioventù
Come segnalato nel questionario martedì 4 ottobre ci troviamo alle ore 21 presso la Casa della Gioventù per commentare i risultati dell'indagine e per decidere come proseguire nel percorso DES/piattaforma distributiva. I soci del gaS sono tutti invitati a partecipare.
“Non farti portare via l’ acqua”
Tempo di referendum, quindi tempo di democrazia, di partecipazione, di cittadinanza.
Tempo di acqua, di nucleare, di legittimo impedimento.
Hanno cercato in tutti i modi di scipparci della possibilità di esprimerci – l’ ammissibilità del referendum sul nucleare, ad esempio, è stata decisa dalla Corte di Cassazione solo il primo di giugno, dopo che il Decreto Omnibus era intervenuto per cambiare in tutta fretta la normativa vigente – ora sarebbe un vero peccato lasciarcela scappare per pigrizia, per disinformazione o per indifferenza.
In gioco ci sono la nostra sicurezza (che per una volta non ha nulla a che fare con il “problema immigrazione”), la nostra salute e la salubrità dell’ ambiente in cui viviamo e in cui vivranno le prossime generazioni, la tutela dell’ acqua come bene comune indisponibile e non mercificabile, il riconoscimento del principio secondo cui “tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge” e non legittimamente “impediti” di fronte alla legge a seconda del ruolo che ricoprono. Ciascuno di noi è chiamato ad esprimersi e io, credo, debba farlo.
Per il destino della “nostra” acqua questo è un appuntamento determinante: si tratta di fermarne la privatizzazione attraverso l’ abrogazione del Decreto Ronchi nella parte (art. 23 bis) in cui impone l’affidamento ai privati della gestione del servizio idrico e di impedire loro di “fare profitti” sull’ acqua, evitando che la tariffa, pagata dai cittadini, a fronte dei consumi, sia comprensiva della remunerazione del capitale investito, come invece recita l’ art. 154 del Decreto Legislativo 152/2006, il cosiddetto Codice dell’ Ambiente.
Ma se i privati non possono “approfittare” della nostra acqua, che interesse altro potrebbero avere dall’ occuparsene? Le esperienze degli Ambiti Territoriali di Arezzo e di Latina, tanto per citare i precedenti più noti, dove dopo l’ affidamento ai privati le bollette sono schizzate alle stelle e il servizio è drammaticamente peggiorato, sono un monito per tutti quanti, quella della municipalità di Parigi, che dopo avere privatizzato il servizio idrico integrato ha fatto, saggiamente, marcia indietro tornando a una gestione totalmente pubblica è, anche al di là delle “questioni di principio”, un esempio importante.
Negli “affari” di acqua “pubblico è bello”, ce lo lasciate dire?
Noi ne siamo convinti e ci piacerebbe anche voi.
Ma se anche non lo foste non sarebbe, comunque, neppure questo, un buon motivo per dimenticarsi del prossimo appuntamento referendario: potreste e dovreste sostenerlo almeno in nome della libertà di poter scegliere da parte di ciascun Ambito Territoriale – nel nostro caso l’ Assemblea dei Sindaci della provincia di Lodi – per quale modalità optare nella gestione del servizio idrico: in questo momento, infatti, la normativa vigente impone l’ affidamento ai privati come unica strada percorribile, in totale sprezzo al tanto declamato rispetto delle autonomie locali.
Poche settimane fa, a Lodi, nel corso dell’ iniziativa dedicata alla “Green Economy”, è stato ospite Antonio Masarutto, docente universitario e direttore di ricerca allo IEFE, Istituto di economia e politica dell’ energia e dell’ ambiente presso l ‘Università Bocconi, il quale, ben lungi dall’essere un sostenitore del “pubblico” tout cour e neppure dei referendum, nella sua relazione ha più volte sottolineato l’ importanza, non tanto del modello gestionale – e noi rimaniamo non d’accordo con lui – ma della necessità della possibilità di scegliere, tra pubblico e privato, come perfettamente alternativi tra loro.
In questo momento, invece, anche scegliere è pura illusione: il Decreto Ronchi, votato da un Governo che fa della “libertà” un assoluto cavallo di battaglia (e non perde occasione per ricordarcelo), non consente la minima la possibilità di scelta: l’unico modello ammesso è l’affidamento ai privati, lo strumento per garantirsi l’interesse di questi ultimi, una adeguata remunerazione del capitale investito. Più chiaro di così è impossibile.
A fronte di tutto ciò chi – e sono davvero tanti - singoli o realtà associative, si è speso, in questi mesi, con forza e passione costituendo o aderendo al “Comitato Promotore per il SI’ ai Referendum per l’ Acqua Pubblica”, agisce nella comune convinzione della necessità di difendere l’ acqua dall’ assalto del mercato e degli speculatori, dal rischio mercificazione che, con le attuali politiche neo liberiste, trasformerebbe, davvero, l’ acqua da diritto di tutti a privilegio di chi “se la può permettere”.
Non possiamo rimanere indifferenti e vi chiediamo di fare altrettanto: perché è in gioco non solo la “nostra acqua” ma la nostra titolarità – presente e futura – di diritti imprescindibili in mancanza del cui riconoscimento saremo derubricati da cittadini a consumatori, da protagonisti a spettatori.
Venire a votare il 12 e il 13 giugno: “se non ora, quando?!”
Michela Sfondrini
CLAP – Comitato Lodigiano Acqua Pubblica
Il progetto GAS tessile
La Storia
Durante la riunione della rete gas nel maggio 2006 a Cesena, uno dei gruppi di lavoro aveva affrontato il tema del tessile all’interno del tema generale che era: “il passaggio ai grandi numeri”.
“L'esperienza fatta insieme è passata attraverso la presa di coscienza delle gravissime condizioni di sfruttamento cui sono sottoposti i lavoratori del tessile a livello internazionale. L'analisi dell'impatto sociale e ambientale della produzione di abbigliamento ha segnato la riflessione del gruppo nazionale e ha aperto una finestra di consapevolezza sui destini umani nascosti dietro alle etichette. “
Da quell’incontro era nato il concetto “eee” equo, etico ed ecologico. Era stato proposto un sondaggio, sotto forma di “ordine zero” per provare a simulare la domanda che i GAS avrebbero potuto generare.
Il primo ordine effettivo è stato fatto nel 2007 con il Progetto Felpe “eee” (www.faircoop.it/equofelpe) con un risultato estremamente positivo.
“Il tessile ha delle peculiarità rispetto a tutti gli altri bisogni: da un lato il modo di vestire è il primo messaggio inviato a chi ci sta davanti e risponde quindi ad un’esigenza assolutamente personale, dall’altra la catena produttiva è estremamente complessa ed articolata e si situa in un mercato che è a dir poco caotico. I consumatori etici non possono non partire dalla sobrietà, dalla creatività, dalla riscoperta delle piccole ed importanti competenze sartoriali. Non è possibile altresì dimenticare come è difficile fare delle scelte e farle a prezzi accessibili.”
Così si è scelto di iniziare la produzione di tessile, bio ed equo, a partire dalla biancheria personale che sposava la sobrietà, anche nella scelta dei particolari, come valore che unisce i consumatori eticamente responsabili.
Nasce così il progetto Made-in-no da una proposta che un produttore di Novara fece ai GAS durante il convegno nazionale 2006. (www.made-in-no.com)
A distanza di oltre un anno seguì un ordine prova fatto da 5 gas,tra cui Lodi e Crema, che permise di testare i manufatti e di individuare alcune problematicità legate alla modalità di lavorazione di un tessuto nuovo. Quest’ordine fu fatto con pre-finanziamento in modo da renderlo fattibile per il produttore.
Un altro passo: dal convegno Made- in-no. “Progetto Tessile” a Novara 31-01-2010 emerge dalle parole di Gianluca Bruzzese (responsabile del progetto) l’esigenza di passare ad una produzione consolidata che permetta una pianificazioni degli ordini, ed eventualmente la creazione del magazzino per poter rispondere tempestivamente agli ordini dei GAS. Questo implica la creazione di un bacino di consumatori più ampio e stabile. Da qui l’esigenza di continuare e migliorare la campagna di sensibilizzazione al consumo responsabile.
Il tavolo locale di lavoro sul Tessile
Il tavolo di lavoro sul tessile, che vede attualmente iscritte 8 persone, si è costituito nel febbraio del 2010, dopo il primo convegno nazionale gas-tessile a Novara, a cui avevano partecipato 5 gasisti lodigiani con altri gas del nord (Bergamo, Genova, Des Parma...). in breve tempo il gruppo si è arricchito di nuove presenze alcune delle quali coinvolte anche professionalmente e si è aperto al gas di Crema .
Obiettivo
un primo importante obiettivo che ci siamo posti è di fare crescere la conoscenza delle problematiche legate al mondo dei tessuti e dell'abbigliamento per chi già è sulla strada del consumo consapevole.
Di fronte ad una globalizzazione che rischia di mettere in crisi i nostri territori ancora ricchi di capacità produttive e di vocazioni artigianali, vorremmo riscoprire legami tra saperi artigiani e contadini per la costruzione di filiere trasparenti, pulite, rispettose delle persone e dell'ambiente, capaci quindi di risposte economiche sostenibili, proponendo un altro modo di essere, produrre, fare economia.
Insomma filiere che parlano di persone e competenze, di saperi e solidarietà, di diritti e sostenibilità, di equità e di giustizia, di prodotti e qualità.
La conoscenza e l'approfondimento di queste tematiche ci porterà a meglio comprendere progetti come Made-in-no pioniere e prototipo di questa nuova modalità di essere impresa tessile.
L’idea: evento di promozione del consumo critico del Tessile
Nell’ottica di promuovere un consumo critico anche nell’ambito del tessile, stiamo organizzando un evento nel Lodigiano. Il programma di massima prevede due giornate da organizzare possibilmente nell’ex linifico di Lodi
L’evento comprenderà:
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un mercatino di produttori di vestiario Bio equo e solidale
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Diversi incontri, i cui temi proposti sono stati i seguenti:
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Significato della moda, del bisogno di vestirsi ( possibile relatore Psicologo o sociologo da individuare)
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Situazione del tessile nel Mondo (Ersilia Monti di abiti puliti)
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Un modo diverso di fare tessile: il progetto Made in no (Debora Lucchetti)
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Mostra, curata dal Liceo Artistico, su quello che era il Linifico a Lodi
Queste le caratteristiche del corso:
- periodo da metà gennaio 2011 per 12 incontri serali 1 alla settimana: 11 lezioni teoriche e 1 lezione pratica da definire
- in base al numero si decideranno il posto (in Lodi) e le date, indicativamente saranno il venerdì sera dalle 20,30/21 fino alle 23
- sarà richiesto un contributo per rifondere le spese di viaggio intorno ai 15 euro complessivi a persona.
INAUGURAZIONE DEL PRIMO FRUTTERO BIOLOGICO NEL PARCO AGRICOLO SUD MILANO
In Lombardia si “consumano” ogni anno oltre 4.400 ettari di terreni agricoli. La Provincia di Milano vede quasi metà del proprio territorio urbanizzato, ma ha anche il Parco Agricolo più grande d’Europa, con 46.300 ettari, 61 comuni, mille aziende agricole, di cui solo 4 ad oggi fanno produzioni biologiche.
GAS E DES: TERRITORI IN MOVIMENTO
Osnago (LC), 5-6 giugno 2010
Durante il convegno saranno esposti dei poster con la presentazione di esperienze che affrontano il sostegno da parte dei Gas a progetti stabili, i distretti di economia solidale, le incursioni da parte del mondo dell'economia solidale nei campi dell'informazione e del rapporto con la politica, o ancora altre esperienze ritenute di interesse. I poster riporteranno i riferimenti per prendere contatto con chi porta avanti queste esperienze durante o dopo il convegno.


